liturgia-2
Domenica 26 ottobre
L’assemblea dei fedeli si mette in ascolto della Parola di Dio
Proclamando la Parola di Dio l’assemblea si mette in ascolto dell’opera
della salvezza di Dio Padre.
Dio con la sua Parola si avvicina a noi e così realizza l’incontro che
provoca un dialogo con l’uomo. Il dialogo richiede l’ascolto, il silenzio, e la risposta
(il salmo responsoriale e le acclamazioni): Dio parla, l’uomo
riceve la Parola nel suo cuore e vi risponde.
La prima lettura è desunta dall’Antico Testamento
ed è seguita da un salmo;
la seconda lettura è tolta dagli scritti apostolici;
la terza è scelta tra i quattro Vangeli.
E’ lo Spirito Santo che aiuta e sostiene il dialogo perché diventi nutrimento della fede.
L’omelia propone un legame tra quella Parola e la vita personale e di
relazione con gli altri.
La preghiera dei fedeli esprime proprio il dialogo verso l’alto che nasce dall’ascolto della Parola di Dio e dall’accogliere la voce delle realtà del mondo.
Nasce una comunità dialogante generata dallo Spirito Santo e fedele
all’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù.
Secondo te quali sono le condizioni perché il dialogo tra te e Dio si realizzi?
Cosa suscita questo dialogo?
Chi dovrebbe preparare le intenzioni della Preghiera dei fedeli?

Le condizioni che suscita il mio dialogo con Dio sono molteplici e sempre diverse a seconda dei momenti di vita che viviamo: possono anche essere ribellioni o gioiose ,ringraziamenti e,spesso, domande a cui non troviamo risposte.comunque la fede è l’unica condizione. Alla seconda domanda penso di aver già risposo sopra. La terza domanda: i fedeli stessi.
1° Domanda
Avere la mente libera da tutti i miei pensieri, ed affidarmi all’ascolto della parola.
2° Domanda
Se riesco a sgombrare la mente, il dialogo con Dio suscita pace, speranza e la certezza che se affido la mia vita a lui, non ho più paura nel presente e nel futuro.
3° Secondo me parroco e vice parroco che conoscono tutti i bisogni e le necessità della nostra comunità
Spesso il momento dell’ascolto della Parola mi dà molto nutrimento spirituale. A volte è difficile seguire l’omelia e forse ci vorrebbe più tempo, più preparazione. Alcune letture soprattutto del vecchio testamento sono un po’ assurde e incomprensibili. Sarebbe bello se in qualche modo i fedeli partecipassero alla scrittura delle preghiere.
Perché si realizzi il dialogo tra me e Dio è necessario per prima cosa l’ascolto attento della Parola. Non sempre riesce, dipende molto dall’atteggiamento con cui mi metto in ascolto, dalla capacità di “lasciare fuori” tutto ciò che ostacola questo ascolto. Personalmente mi aiuta molto il poter seguire le letture sulla lettera della domenica o sull’app della CEI, e senz’altro l’omelia – meglio se non troppo lunga – che aiuta la Parola a scendere nel cuore e lo accompagna nella conversione, quotidianamente necessaria (ringrazio per questo i nostri sacerdoti).
Riguardo le preghiere dei fedeli, sarebbe bello che fossero preparate proprio dai fedeli, anche in modo semplice. Apprezzo quando viene lasciato un breve momento di silenzio per offrire al Signore le nostre preghiere personali.
1 il dialogo con Gesù richiede un po’ di sosta e di tempo. Non è facile durante la Messa. Si può fare in altro momento recuperando le letture e lavorandoci sopra per scoprire quello che ci dice la parola di Dio.
Alla Messa si incontra un amico che ci vuole bene.
2 Se riusciamo a evitare l’ introspezione il dialogo suscita l’ incontro
3 Prima di chi si dovrebbe pensare a cosa.
Si può cercare un qualche legame tra le letture e la vita
Si potrebbe richiamare episodi belli e brutti successi nella settimana qui e nel mondo..
Se poi si interpreta alla lettera la denominazione dovrebbero essere gruppetti di fedeli che con un po’ di preparazione sul metodo potrebbero stendere le preghiere