liturgia-1
Domenica 19 ottobre
L’assemblea dei fedeli si riunisce e compie l’atto penitenziale
Per costituire una comunità riunita in assemblea (uomini, donne,
bambini…) le persone che vengono da ambienti diversi, da situazioni
diverse, riconoscono di aver bisogno di essere salvati.
Ci si mette alla presenza dei Signore – Salvatore e ci si riconosce peccatori con l’atto
penitenziale (Confesso… [battendosi oil petto come il pubblicano del
Vangelo], Kyrie, l’aspersione con l’acqua…).
L’atteggiamento che accompagna questo inizio richiede il silenzio, di guardare in se stessi e di
desiderare un sincero cambiamento.
Si sta in piedi.
E’ l’atteggiamento di chi vigila, di chi prega, di chi vuole intraprendere un cammino.
A questo punto si oltrepassa la soglia e si è introdotti nello spazio dove
Dio parla e agisce.
A cosa pensi mentre vivi l’Atto penitenziale?
Cosa pensi sia necessario lasciare “fuori della Chiesa” quando entri per
la Messa?
Il momento dell’Atto Penitenziale come aiuta ad entrare nella
celebrazione eucaristica?

Quando entro in chiesa ,nella casa del Signore penso che siamo tutti fratelli,penso alle inadempienze che posso aver commesso. Penso …mi metto in silenzio davanti a quel crocifisso e parlo con lui ,facendogli tante domande , chiedendogli tanti perché…e aspirando al suo infinito amore….so che non sono perfetta . So di non fare mai abbastanza….so di essere una povera donna che ha percorso un bel tratto del suo cammino e mi affido completamente a lui,in silenzio a tu per tu con lui….e quando entro in chiesa non lascio fuori nulla….porto con me tutto il mio fardello e lo porgo ai suoi piedi. L’atto penitenziale è bello se lo facciamo davvero con pentimento e non lo lasciamo in chiesa ma lo portiamo fuori con noi e dentro di noi….
Penso profondamente al Signore Gesù che mi purifica e mi lava da tt i miei peccati. Cerco di lasciare fuori tt le mie preoccupazioni,affinché non mi distraggono nell’ ascolto della s. Messa. Chiedendo Misericordia a DIO.
PRIMA DOMANDA: Penso ai peccati che ho commesso.
SECONDA DOMANDA: Cerco di lasciare fuori le mie ansie e le mie preoccupazioni.
TERZA DOMANDA: l’atti penitenziale mi aiuta, con l’aiuto di Dio, ad entrare degnamente nella celebrazione eucaristica.
L’atto penitenziale è per me un momento in cui chiedere perdono per i peccati commessi durante la settimana, in particolare per gli atteggiamenti di chiusura nei confronti delle persone che il Signore mi mette accanto ogni giorno.
Durante la Messa credo sia importante lasciare fuori le ansie e le preoccupazioni del quotidiano e, se non ci si riesce, offrirle al Signore.
L’atto penitenziale mi aiuta a vivere la celebrazione eucaristica perché mi fa riconoscere bisognosa del perdono del Padre e consapevole che Lui è pronto a riaccogliermi sempre.
La mia mente “vaga” un po’ durante l’atto penitenziale, però penso che dovrebbe essere un momento in cui ci dispone a ricevere i doni della celebrazione. Per questo auspicherei qualche minuto di silenzio, aiutati dalle parole dell’atto penitenziale, e ridurrei al minimo l’uso del “Confesso” che invece dà una lettura un po’ medievale di questo momento liturgico
Rifletto sugli ultimi giorni, ma anche ai momenti significativi del passato, cercando di metterli davanti a Gesù in croce….guardo le persone intorno a me e penso alle mie responsabilità nei confronti degli altri. Chiedendo perdono, cerco di ricordare che Dio è ben più grande delle mie mancanze e penso alle sofferenze nel mondo. Cerco di ricordare che Dio mi ama con i miei difetti e se mi ha donato qualcosa, è tutto suo. In questo senso comincio a sentirmi in comunione con il Signore, aspetto la sua parola e il nutrimento del pane. Cosa lascio fuori? Cerco di lasciare gli atteggiamenti non proprio ….pacifici nei confronti degli altri.
Talvolta sono distratta al momento dell’atto penitenziale, se riesco ad entrare in me stessa allora diventa davvero “l’inizio” della messa.
Dovrei lasciare fuori le ansie ed i problemi di tutti i giorni, non ci riesco facilmente
Al momento dell’ atto penitenziale spesso sono distratta.
Se però riesco ad entrare in me stessa allora sento che davvero è “l’inizio” della messa.
Dovrei lasciare fuori i piccoli problemi di tutti i giorni, non sempre ci riesco.
1 l’ atto viene recitato velocemente quasi meccanicamente dall’ assemblea
Perciò è difficile avere concentrazione e avere sentimenti di pentimento e di riconciliazione
Forse varrebbe la pena ogni tanto di modificare le modalità e ottenere una recitazione più meditativa
2 i pensieri e le preoccupazioni quatidiane raramente rimangono fuori
Solo talvolta si riesce a avere un po’ di silenzio interiore
3 È un momento sul cui ci si sofferma poco.
Del resto come in altri momenti della Messa.
Si potrebbe tentare una sottolineatura con una semplificazione liturgica per aumentarne la consapevolezza con attenzione particolare al carattere della riconciliazione con Gesù e con il prossimo
Al momento dell’atto penitenziale chiedo perdono per i peccati e le inadempienze degli ultimi giorni e per provare a volte insofferenza anche per futili motivi.
Quando entro in chiesa cerco di lasciar fuori le mie ansie e i miei pensieri, ma non sempre ci riesco.
Vivo l’atto penitenziale come una liberazione delle mie mancanze speranzosa di ricevere il perdono del Signore.
Al momento dell’atto penitenziale chiedo perdono per i peccati e le inadempienze degli ultimi giorni e per provare a volte insofferenza anche per futili motivi.
Quando entro in chiesa per la Messa cerco di lasciar fuori le mie ansie e i miei pensieri ma non sempre ci riesco.
Vivo l’atto penitenziale come una liberazione delle mie mancanze speranzosa di ricevere il perdono del Signore.
1 a volte sembra un atto ripetitivo. Forse la liturgia non da tempo per apprezzarne il valore. Però in qualche modo invita a richiamare e scoprire le proprio mancanze e i peccati. Forse ciò serve per un secondo momento magari a casa
2 fuori non si lascia nulla. Si portano i propri pensieri e preoccupazioni. La propria vita insomma. Fare silenzio interiore non è facile in quei pochi momenti
3 secondo me un po’ frettolosamente.
Naturalmente sono le mie sensazioni e credo che per gli altri sia diverso