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L’assemblea dei fedeli si mette in ascolto della Parola di Dio
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Quali sono le condizioni perché il dialogo tra noi e Dio si realizzi?
Il dialogo con Dio nasce da preghiera sincera, silenzio, raccoglimento e meditazione. Richiede umiltà, fede, ascolto, e il desiderio di uscire da sé stessi per accoglierLo. Si nutre del ricordo della settimana, della lettura delle Scritture, della scelta di non peccare, e di un ambiente di quiete e silenzio dove il cuore possa aprirsi liberamente.
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Cosa suscita questo dialogo?
Il dialogo con Dio genera pace, serenità e fiducia. Illumina la vita, libera dalle paure, apre al perdono, alla gratitudine e alla conversione. Favorisce solidarietà nella sofferenza, riflessione, desiderio di continuare ad ascoltare e di vivere con un cuore libero, puro e disponibile al bene.
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Chi dovrebbe preparare le intenzioni della preghiera dei fedeli?
Le intenzioni possono essere preparate dai fedeli, dal sacerdote e dalle varie realtà della parrocchia a turno. È prezioso dare spazio a giovani e famiglie, a preghiere libere dell’assemblea, a un momento di silenzio per le intenzioni personali e a intenzioni scritte dai fedeli. Il sacerdote può curare quelle per la Chiesa universale, mentre il gruppo dei fedeli può elaborarne altre a partire dalle letture del giorno.
