lettera-domenica-28-Giu-2026
Domenica XIII del tempo ordinario
SOTTO LO SGUARDO DI DIO
Inutile nascondercelo: le parole che abbiamo udito all’inizio del Vangelo di
oggi ci lasciano un po’perplessi… Anche se sono parole di Gesù.
A meno che in realtà, dentro di noi, non le prendiamo sul serio; e ci
accontentiamo di “sentirle” senza “ascoltarle” veramente. Oppure rifiutiamo di
pensare che ci riguardino personalmente.
Non cerchiamo di addomesticare queste parole. Non cerchiamo di disinnescare la
loro carica esplosiva, di renderle innocue, dicendoci che le abbiamo già
sentite, che sono modi di dire paradossali, frasi a effetto che non bisogna
prendere alla lettera, ecc. ecc.
Non cerchiamo di “difenderci” dal Vangelo portandolo sul piano della
letteratura. Gesù parla sul serio. E vuol proprio dire quello che dice. E queste
sue parole sono proprio per noi, per quanto possano sembrarci esagerate e
assurde.
Tutti noi ci siamo trovati ad essere cristiani senza farlo apposta: siamo
“cristiani fin dalla nascita”. Ma le parole di Gesù ci ricordano – e ne abbiamo
bisogno – che essere cristiani davvero non è soltanto un nome, una formalità
anagrafica. E non è neppure soltanto una questione di pratica religiosa.
Essere cristiani vuol dire credere in Cristo.
ATTO PENITENZIALE
Signore, ti sei fatto ospite e pellegrino in mezzo a noi. Perdonaci se non ti
abbiamo riconosciuto e accolto,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Cristo, tu ci inviti alla tua mensa e ci manifesti la benevolenza di Dio. Abbi
misericordia delle nostre chiusure ai fratelli,
Christe, eleison.
Christe, eleison.
Signore, nel battesimo ci hai associati al tuo destino di morte e di gloria.
Perdona la nostra incapacità a vivere per te,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Preghiera dei fedeli
Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.
Sempre più massiccio si fa l’esodo di persone dai Paesi della fame e della guerra verso le nazioni del benessere. Signore, rendi la tua Chiesa una famiglia ospitale, pronta ad accogliere e a servire i poveri. Ti preghiamo.
La Pasqua che celebriamo ogni domenica ci ricorda che siamo «morti al peccato, ma viventi in Cristo Gesù». Donaci, Signore, piena consapevolezza della nostra condizione di persone nuove, irrobustisci le nostre mani, perché lavoriamo per riscattare il mondo dal male e dall’ingiustizia. Ti preghiamo.
Gesù ha richiesto ai suoi discepoli un amore preferenziale per lui. Illumina la nostra fede, Signore, perché sappiamo valutare le relazioni umane con i criteri del Vangelo e impariamo ad amare il prossimo. Ti preghiamo.
Ci hai dato la Chiesa come casa dell’accoglienza. Signore, fa’ che in essa nessuno si senta straniero, dimenticato, emarginato. Ti preghiamo.
Quanti piccoli sono vittime della dimenticanza degli adulti, degli abusi e delle violenze. Signore, mostrati Padre per ciascuno di loro, e fa’ che trovino nella comunità credente una famiglia accogliente e ospitale. Ti preghiamo.
Vita della Comunità
Nella celebrazione delle 10:30 a S.Michele Arcangelo viene celebrato un matrimonio
