lettera-domenica-17-Ott-2021

16 Ottobre 2021 Off Di Maurizio Bini

SOTTO LO SGUARDO DI DIO

Certe parole sono decisamente fuori moda. Fra queste il verbo servire. Oggi va per la maggiore dominare, primeggiare, comandare, e la maggior parte degli sforzi della gente sono orientati a questi traguardi che garantiscono riuscita e successo.

Ancora una volta il vangelo è una nota stonata.

Si è tentati di lasciarlo da parte e ritenerlo decisamente superato per i nostri tempi. La mentalità dei nostri giorni è emergere, vincere in  tutti i campi: politica, sport, lavoro, spettacolo, professione, se si vince si ha potere. Il potere poi garantisce sicurezza e prestigio.

C’è solo un modo per andare controcorrente e porre un’alternativa di speranza: servire.

Servire per amore non vuol dire essere passivi, ma creare una mentalità che mette al primo posto la persona e non l’interesse, il rispetto e l’amore e non il proprio prestigio e tornaconto.

Gesù presenta se stesso come “servo del Signore”: uno che, pur essendo “giusto”, innocente, prende su di sé, in un certo modo, la responsabilità di tutti, offrendo la propria vita perché gli altri possano vivere.

Chi vuol essere partecipe della “gloria” di Gesù non può seguire un’altra strada da quella che ha seguito lui.

ATTO PENITENZIALE

Signore, provato dalla sofferenza a causa dei nostri peccati:
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Cristo, inviato non per essere servito ma per servire:
Christe, eleison.
Christe, eleison.
Signore, venuto per dare la vita in riscatto di molti:
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

Preghiera dei fedeli

Preghiamo insieme dicendo:
 O Padre, rendici servi del tuo Regno

Per il Papa, i vescovi, i presbiteri e quanti svolgono un ministero nella chiesa del Signore, perchè siano animati da sincero zelo pastorale e mostrino con i fatti la loro scelta di voler servire i fratelli, preghiamo.

Perchè i giovani si inseriscano nella società non con l’ambizione di riuscire ad ogni costo, ma con spirito di disponibilità e di servizio, preghiamo.

Per quanti hanno la vita segnata da sofferenze nascoste, da croci pesanti e difficili da portare: sappiano unire ogni dolore alle sofferenze di Cristo per essere come Lui nel mondo strumenti di redenzione e di riconciliazione; preghiamo.

Per la nostra comunità parrocchiale, perchè lasciandosi raccogliere da Gesù, buon pastore e servo, possa sempre superare le eventuali difficoltà e incomprensioni che sorgono  durante il cammino e possa dare buona testimonianza di servizio al Signore e ai fratelli, preghiamo.

SINODO

dalla: Lettera alle donne e agli uomini di buona volontà
del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana

“Il Cammino sinodale è un processo che si distenderà fino al Giubileo del 2025 per riscoprire il senso dell’essere comunità, il calore di una casa accogliente e l’arte della cura. Sogniamo una Chiesa aperta, in dialogo.
Non più “di tutti” ma sempre “per tutti”.
Abbiamo forse bisogno oggi di rallentare il passo, di mettere da parte l’ansia per le cose da fare, rendendoci più prossimi. Siamo custodi, infatti, gli uni degli altri e vogliamo andare oltre le logiche accomodanti del si è sempre fatto così, seguendo il pressante appello di Papa Francesco che invita a “camminare, costruire, confessare”.
Questo è il senso del nostro Cammino sinodale: ascoltare e condividere per portare a tutti la gioia del Vangelo. È il modo in cui i talenti di ciascuno, ma anche le sue fragilità, vengono a comporre un nuovo quadro in cui tutti hanno un volto inconfondibile.
Una nuova società e una Chiesa rinnovata. Una Chiesa rinnovata per una nuova società. Ci stai? Allora camminiamo insieme con entusiasmo.
Il futuro va innanzitutto sognato, desiderato, atteso. Ascoltiamoci per
intessere relazioni e generare fiducia.”