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4 Settembre 2026 Off Di wp_9586384


Domenica XXIII del tempo ordinario

SOTTO LO SGUARDO DI DIO

Nella nostra società siamo tutti molto suscettibili, per quanto riguarda la nostra libertà personale. Viviamo in una cultura “pluralistica”, come si dice, dove ognuno è libero di pensare e di fare quello che vuole senza guardare agli altri, dove ognuno “fa le sue scelte” senza sentirsi vincolato nei confronti di nessuno, neanche dei propri familiari.
Generalmente, poi, quando si parla di “libertà”, questa viene intesa soprattutto in negativo: non essere obbligati a non essere costretti o impediti da questo o quell’altro. E tutto sommato la “libertà” viene pensata in termini individualistici ed egoistici: “Io faccio come mi pare e piace; gli altri facciano quello che vogliono”.
Di fatto, però, non siamo soli al mondo. Dalla famiglia alla strada, dal condominio all’ufficio o alla fabbrica, tutti siamo condizionati gli uni dagli altri, ci piaccia o no. Così “gli altri” appaiono spesso come un ostacolo o un impedimento alla nostra. La “libertà” di ciascuno spesso si scontra con la “libertà” di qualcun altro; e alla fine si è costretti a riconoscere che la libertà che noi vorremmo è una specie di chimera impossibile, un sogno irrealizzabile a questo mondo.
Per uscire da questo vicolo cieco, bisogna impostare diversamente la questione della libertà. A guardar bene, infatti, libertà significa responsabilità. Siamo liberi, cioè responsabili di ciò che facciamo: dobbiamo “risponderne”, a noi stessi e agli altri; e in ultima analisi, a Dio.
Non esiste libertà senza responsabilità: è una pura illusione. Nella nostra società si parla forse troppo di libertà e di diritti, ma troppo poco di responsabilità e di doveri. Mentre – per quanto possa sembrare paradossale – lo spazio di libertà di tutti cresce quanto più si esercita concretamente il senso di responsabilità di ciascuno. Ed è in questa direzione che ci invita a camminare il Vangelo: allargando il nostro senso di responsabilità gli uni verso gli altri.
Ragionando da cristiani, non si può dire: “Va bene: sono responsabile di me stesso. Io penso per me, gli altri si arrangino”. Proprio perché il vangelo insegna: se vedi tuo fratello che sbaglia, diglielo e aiutalo a correggersi.

ATTO PENITENZIALE

Signore, sorgente della pace, perdona la chiusura del nostro cuore, la sofferenza che infliggiamo agli altri,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Cristo, che doni la tua parola e il pane di vita: perdona la nostra non disponibilità all’ascolto della tua voce,
Christe, eleison.
Christe, eleison.
Signore, che ci hai resi figli di adozione, perdona il nostro attaccamento alla mentalità del mondo,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

Preghiera dei fedeli

Con cuore sincero diciamo:
  Esaudisci la preghiera dei tuoi figli, o Padre.

Per la Chiesa, perché sia realmente una fraternità riconciliata, dalla quale nessuno si senta escluso, in particolare per coloro che il Signore ha scelto per vigilare sul suo popolo, perché lo facciano con generoso impegno. Preghiamo.

Per i legislatori e i governanti, i giudici e gli avvocati, affinché possano esercitare le proprie responsabilità di legiferazione e di giudizio, nella società civile come nella Chiesa, ispirandosi ai principi evangelici. Preghiamo.

Per le famiglie in cui si è smarrito il dono grande della pace: affinché, rimosso ogni ostacolo terreno e ogni umana resistenza, si possa trovare, con il supporto della Parola e il dono della grazia, la via della riconciliazione. Preghiamo.

Per la nostra comunità: affinché si impegni ad essere testimone del volto misericordioso di Dio attraverso azioni che promuovano la vera concordia e una reale collaborazione tra i suoi membri. Preghiamo.

Per quanti sono morti in situazioni di violenza, uccisi da guerre, terrorismi o da organizzazioni criminali: affinché il Padre di ogni misericordia li accolga nella luce dei beati e doni occasione di pentimento e conversione autentici ai loro assassini. Preghiamo.